Osservatorio scuola

Giuseppe Adernò

Il Consiglio Comunale dei Ragazzi in una tesi di laurea

Il Consiglio Comunale dei Ragazzi in una tesi di laurea

Irene Corsaro, settimo sindaco del Consiglio dei Ragazzi all’Istituto Parini di Catania nell’anno 2006-2007, studentessa nel corso di Laurea in Storia e Scienze politiche e delle Relazioni internazionali ha conseguito la Laurea, presentando una tesi sul tema. “I giovani e la partecipazione politica- Imparare facendo”.

Nella relazione introduttiva la prof.ssa Simona Gozzo ha illustrato il percorso svolto dalla candidata, la quale nel diligente lavoro di ricerca sulla partecipazione dei giovani alla vita istituzionale, ha evidenziato il bisogno di alcuni nel mettere in atto una reale “cittadinanza attiva”.

Nella seconda parte vengono esaminati gli aspetti pedagogici della partecipazione democratica e l’azione della scuola attraverso l’Educazione Civica, che è nata a Catania in occasione di un convegno dell’UCIIM svolto al Castello Ursino nel febbraio del 1947 e l’anno successivo, 1948, con il decreto a firma di Aldo Moro, ministro dell’Istruzione, è diventata disciplina nella scuola italiana.

Lo studio della Costituzione italiana, come ha scritto Luciano Corradini, è la bussola della cittadinanza ed in questo contesto s’inserisce il progetto didattico del Consiglio Comunale dei Ragazzi, ideato 25 anni fa, dal preside Giuseppe Adernò, prima a Motta S Anastasia e poi diffuso in 30 scuole della provincia di Catania, in 80 scuole della Sicilia ed in circa 800 scuole d’Italia.

L’imparare facendo, espressione citata anche nel titolo della tesi, costituisce la dimensione connotativa del progetto didattico che rende i ragazzi protagonisti attivi nell’esercizio della partecipazione democratica con senso di responsabilità e adeguato apprendimento del “saper fare”, “saper comunicare”, “saper essere” cittadini attivi impegnati nella ricerca del bene comune nella “scuola piccola città”.

La tesi è corredata dai risultati di un questionario somministrato agli studenti delle scuole “Raffaello Sanzio” di Tremestieri e “Giuseppe Parini” di Catania, coinvolgendo anche ragazzi che non hanno fatto l’esperienza diretta del CCR. le domande volte a registrare l’indice d’informazione, di fiducia nelle istituzioni , di partecipazione. Le domande di percezione degli studenti sullo spazio dedicato ai giovani hanno fornito delle positive e apprezzabili percentuali di risposte tra i ragazzi che hanno avuto l’opportunità di vivere da protagonisti l’esperienza diretta del Consiglio dei Ragazzi.

Molto soddisfatto di questo lavoro è stato il preside Giuseppe Adernò, coordinatore provinciale dei Consigli dei Ragazzi, che vede coronato e ben apprezzato il progetto didattico che in questi 25 anni ha offerto a tanti ragazzi delle originali esperienze di apprendimento e di cultura civica.

Il Consiglio dei Ragazzi non vuol essere soltanto una simulazione o un gioco, ma una reale opportunità formativa che consente ai ragazzi di aprire gli occhi, di vedere dal di dentro e comprendere il vero valore del bene comune e del senso civico, attraverso la partecipazione democratica attiva e responsabile.

Alcuni di questi ragazzi hanno poi intrapreso la carriera politica e nel mandato amministrativo hanno dimostrato che i valori della legalità e della democrazia, appresi a scuola, sono stati ben interiorizzati e applicati nel concreto.

“I giovani sono come le rondini, annunciano la primavera”, diceva Giorgio La Pira, occorre dare loro fiducia e guidarli con saggezza.

 

Giuseppe Adernò

© Riproduzione Riservata
Tags
Commenti

Giuseppe Adernò

Giornalista pubblicista dal 1978 e preside da settembre in pensione, sono direttore del sito AETNANET e presidente dell’UCIIM (Unione Cattolica degli Insegnanti) e dell’UCSI (Unione cattolica stampa Italiana). Collaboro con diverse riviste del settore scuola (Tecnica della Scuola, Scuola e Didattica, La Scuola e l’Uomo ) e periodici anche on line ( Zenit, La Letterina ASASI e Pavone Risorse) anche come “direttore responsabile” de “Il filo diretto” e di “Equinotes”.

Utenti online